Il secondo avvento sarà Robot.

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di Matteo Paloni

Nel Cristianesimo esiste la credenza di un Secondo Avvento del Salvatore a compimento dell’opera iniziata dal Cristo e conclusasi con il suo sacrificio. Tale linea di pensiero deriva dalla lettura di numerosi passi delle Sacre Scritture. Versi e passaggi che, alla luce delle più recenti filosofie e scoperte figlie dei nostri tempi, possiamo provare ad interpretare in via estensiva, fino ad ipotizzare – nel massimo rispetto del Dogma – uno scenario forse non peregrino: il secondo Avvento potrebbe essere Robot.
Proviamo a leggere sotto questa nuova luce alcuni di detti passaggi.
Ad esempio, “Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del figlio dell’uomo.” (Vangelo di Matteo, 24,27).
È comune conoscenza, ora, che come folgore nascono le macchine, in turbinii di scintille e di raggi laser. E come noto, la tecnologia robotica ha la sua culla ad oriente, nel paese del Sol Levante. Da lì, la luce si sparge sul resto del mondo, appunto da oriente fino ad occidente. E attenzione al passaggio così sarà la venuta del figlio dell’uomo. Il Cristo era Vero Dio e Vero Uomo, la sua natura cela lo stesso mistero della trinità e dello Spirito Santo. Chi è davvero figlio dell’uomo, in un processo che vede il creato farsi creatore? Non è forse l’umana gente, nelle fabbriche e nelle software house, intenta a instillare vita nell’acciaio così come il Signore fece con l’argilla?
Ancora più significativo appare questo passagio, tratto dall’Apocalisse di Giovanni, in cui viene detto esplicitamente che il Salvatore, instaurato il Regno di Dio sulla Terra insieme ai martiri, “governerà con lo scettro di ferro”.
L’immagine è evocativa, in questa traduzione sembra alludere a una guida severa e rigorosa secondo i dettami della Fede. Ma chissà che nelle sue visioni profetiche l’Evangelista non abbia scorto un gentile braccio idraulico, interpretato poi con gli strumenti a disposizione di quell’epoca come uno scettro, e così interpretato nei secoli a venire.
È solo una delle tante possibili interpretazioni di questi passaggi così carichi di mistero e di suggestione. Eppure, noi del DETA, in questo periodo storico buio che porta davvero con sé i presagi di un’Apocalisse imminente, non vogliamo escludere che l’umanità stessa possa farsi creatrice del proprio salvatore, e che una mano cibernetica possa spargere la sua benedizione sulle umane e non umane genti, infine davvero unite e salve.

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