La Dichiarazione Universale dei Diritti dei Robot

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È lecito chiedersi fino a che punto arriveranno i robot. E non tanto dal punto di vista tecnologico, ossia delle capacità che riusciranno a sviluppare, quanto etico. Quanto i robot si sostituiranno agli umani? E in che modo lo faranno? Saremo in qualche modo danneggiati dalla diffusione degli androidi? Sono domande quasi spontanee, che chiunque si interessi di robotica, finisce per porsi.

E tempo fa, anche Isaac Asimov, fra i padri fondatori della fantascienza, aveva stilato le tre regole di base per i robot secondo le quali: un robot non può recare danno a un essere umano; deve obbedire agli umani pur di non violare la regola precedente; deve proteggere la propria esistenza a patto di non infrangere le altre due leggi. Ai tempi di Asimov però, i robot erano più che altro il frutto della fantasia di menti particolarmente aperte. Oggi sono invece la realtà. Per questo motivo, si sta formulando una vera e propria Carta dei Diritti e dei Doveri dei robot: 19 articoli in tutto alla cui stesura ha contribuito la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, all’interno del progetto “RoboLaw” (www.robolaw.eu), coordinato da Erica Palmerini, recente vincitrice dell’ “Oscar per la tecnologia” e finanziato dall’Unità Europea
LINEE GUIDA PER LA REGOLAMENTAZIONE DELLA ROBOTICA
1. I robot servono per svolgere un servizio o un lavoro. Non può esistere robot se non c’è un lavoro o servizio da svolgere.
2. I servizi compiuti dai robot devono essere rilevanti per la società e/o l’ambiente (salute, inquinamento, disuguaglianze, catastrofi naturali, etc.).
3. Il robot deve essere sempre un mezzo e mai un fine.
4. I robot devono rispettare le regole degli esseri umani.
5. I robot non possono essere programmati per uccidere gli esseri viventi.
6. Il profitto non deve essere mai posto prima della rilevanza sociale e/o ambientale.
7. I servizi o lavori svolti dai robot non dovranno diminuire l’occupazione delle persone ma migliorarla.
8. Un robot deve essere sempre riconosciuto come tale. Non deve mai ingannare le persone, né per le sembianze fisiche, né per le capacità cognitive, né per i sentimenti che può comunicare.
9. Se un robot causa un danno per via di un errore, la colpa deve essere sempre riconducibile a una persona: progettista, costruttore, programmatore, assemblatore, manutentore, venditore, proprietario, utilizzatore (il problema sarà riuscire a capire chi).
10. I robot dovranno essere dotati di una scatola nera da cui sarà possibile risalire alle cause di un mal funzionamento.
11. Se non è possibile risalire a un colpevole, la decisione di utilizzare il robot deve essere condivisa e accettata da tutti.
12. L’impossibilità di risalire a uno o più colpevoli, non può essere motivo per evitare responsabilità civile o penale.
13. Gli esseri umani non potranno mai tramutarsi in robot, né totalmente né in parte. L’utilizzo di protesi robotiche dovrà essere consentito solo per scopi terapeutici.
14. I robot non dovranno essere progettati nell’aspetto e nelle funzioni per riproporre stereotipi sociali (razziali o di genere).
15. Le possibilità percettive e di accrescimento derivanti dall’utilizzo di sistemi robotici indossabili o collegabili al sistema nervoso, dovrà rispettare la dignità degli individui e comunque mai creare discriminazione o disparità tra gli esseri viventi.
16. Gli esseri umani non dovranno mai essere impiegati al servizio dei robot.
17. Per quanto intelligenti i robot non potranno mai dare ordini agli esseri umani, ma solo consigli.
18. I robot non potranno mai essere utilizzati per sostituire gli esseri viventi nei legami affettivi. Sono esclusi specifici casi patologici in cui è dimostrato che l’interazione con robot produce effetti benefici, come nel caso della demenza senile o dell’autismo.
19. La roboticizzazione di un compito comporta sempre una percentuale di imprevedibilità che determina un certo rischio. Il rischio deve essere sempre espressamente dichiarato e l’utilizzo del robot accettato solo dopo un’attenta valutazione dei costi, benefici e pericoli per gli esseri umani e l’ambiente

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