Sex Robot, Star Trek e Shakespeare. Anche se non sembra, non è un clickbait generato automaticamente

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Di Gabriele Lami (Elif Lab)

Ho assistito a un interessante webinar dedicato ai sex robots, organizzato da Privacy Network.

Uno dei temi ricorrenti dell’incontro urtava con ricordi inconsci. Il tema incriminato era che la rappresentazione del sex robot nell’immaginario collettivo sarebbe quasi esclusivamente femminile.

Grazie alla ripetizione del concetto, il ricordo inconscio ha acquisto la spinta necessaria per riemergere alla coscienza.

L’anno è il 1987 e il telefilm Star Trek TNG(che ricade nella categoria TV-PG negli Stati Uniti, una sorta di bollino arancione, e T (tutti) in quella italiana) espone il tema del sesso robot-umano in modo diretto ma raffinato.

L’episodio incriminato è “The Naked Now”. Il racconto ruota attorno a un virus che riduce le inibizioni. Il tema è la rivisitazione dell’episodio classico “The Naked Time”.

Il virus si diffonde rapidamente in tutta la nave e la ricerca del piacere mette in pericolo l’incolumità dell’equipaggio.

Il twist etico-morale più interessante di questo episodio dell’87 è centrato, a mio parere, proprio sul personaggio dell’androide di nome Data.

Data è il centro di interessanti episodi che sollevano dilemmi etici e morali.

In questo caso, Data viene richiesto per le sue capacità sessuali da un altro personaggio molto interessante per una serie di questo tipo, Natasha “Tasha” Yar.

Tasha è il responsabile della sicurezza. Il suo personaggio ha un carattere forte e un passato più complicato e triste rispetto al resto dell’equipaggio.
In questo episodio racconta brevemente la storia della sua infanzia vissuta in territorio di guerra (anche questo tema è trattato senza reticenze né ostentazione).

Alla richiesta di Tasha circa le sue capacità sessuali, l’androide Data risponde di essere programmato per “tecniche multiple”, inducendo a pensare che il tema dei sex robots sia sviluppato e standardizzato nel XXIV secolo (in cui è ambientata la serie televisiva) e che non abbia connotazioni specifiche maschili o femminili.

La sottotrama di Data si conclude con una scena dove l’androide è tornato in servizio e sembra essere intossicato dal virus quanto un essere umano. All’eccezione sollevata dal capitano rispetto al fatto che la sua natura sintetica sia incompatibile con il suo stato alterato (alla fine è solo una macchina), Data risponde parafrasando Shylock (Il mercante di Venezia di Shakespeare):

– (Data) We are more alike than unlike, my dear Captain. I have pores; humans have pores. I have… fingerprints; humans have fingerprints. My chemical nutrients are like your blood. If you prick me do I not… leak?

– (Shylock) I am a Jew. Hath not a Jew eyes? Hath not a Jew hands, organs, dimensions, senses, affections, passions; fed with the same food, hurt with the same weapons, subject to the same diseases, healed by the same means, warmed and cooled by the same winter and summer as a Christian is? If you prick us do we not bleed?

Interessante quindi anche il parallelo tra androidi del XXIV secolo ed ebrei del XVI secolo a Venezia. Da evidenziare anche l’assonanza tra Shylock-Vendetta e Data-Piacere.

Alcune scene di questo telefilm sono decisamente più sottili rispetto all’apparenza.

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