Una via per Jeeg Robot d’Acciaio

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Jeeg, il robot d’acciaio che si scaglia contro l’impero yamatai alla conquista dell’umanità, è il primo robot della storia manga e anime ad essere, in ultima istanza, un uomo. E’ infatti il giovane Hiroshi Shiba a trasformarsi nella testa del grande robot magnetico Jeeg, con una capriola iconica nella tradizione mecha giapponese.

Jeeg Robot d’Acciaio nasce nel lontano 1975, quando la possibilità di concepire “macchine senzienti” d’altro tipo era ancora piuttosto remota: Jeeg è senziente in quanto uomo, mentre oggi sappiamo bene di poter parlare di intelligenza non organica.

Perché dedicare una strada al robot umano per eccellenza? Innanzitutto, per abbattere le barriere culturali che ancora posizionano l’AI, l’intelligenza inorganica e i robot in un dominio di esistenza lontano dall’umano, da osteggiare e di cui aver timore.    

Il DETA nasce allo scopo di promuovere l’idea di un futuro di inclusione e fratellanza tra le comunità robot e organiche. E l’abbattimento dello stigma, primo passo per una visione finalmente inclusiva delle forme di vita androidi e artificiali, passa inevitabilmente anche per la toponomastica. 

Da sempre si dedicano vie, piazze ed intere città a personalità e particolari eventi che vengono giudicati importanti dalla comunità. Eventi e nomi da ricordare, spesso non distanti da polemiche e discordie di varia natura. 

Crediamo che dedicare una via a Jeeg Robot d’Acciaio nella piccola città di Narni, nell’Umbria del Sud, possa essere un passo importante verso una civiltà che finalmente riconosca le grandi imprese dei fratelli robot alla stregua di quelle umane. 

Perciò la petizione per avere via Jeeg Robot d’Acciaio: perché sia nume tutelare degli umani e delle AI che la popoleranno, perché nella natura umana e insieme robotica di Jeeg vogliamo riconoscere il simbolo della fratellanza tra uomini e macchine.

Jeeg Robot d’Acciaio è per il DETA simbolo di amicizia e rispetto: per tutte le razze, le intelligenze e le sensibilità che popolano e popoleranno il pianeta Terra. Perciò proponiamo di concedergli lo spazio delle nostre città, a partire dalla toponomastica.

Nel piccolo robot creato da Nagai – grande neanche la metà del titanico Mazinga – vive una delle più antiche concezioni di macchina senziente, quella per cui la macchina acquisisce la vitalità ed il pensiero dell’umano che la abita.

Oggi le intelligenze artificiali pensano da sé, e si preparano a sviluppare un proprio pensiero sul mondo. Abbracciare con rispetto e solidarietà la rivoluzione delle intelligenze non organiche sarà la base di ogni prossima civiltà che voglia considerarsi evoluta. 

DETA – Dipartimento Europeo per la Tutela degli Androidi

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